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    Clinical Governance modello vincente Print E-mail
    01 mag 2004

    La  Clinical governance è un sistema di gestione della Sanita' introdotto recentemente nel Regno Unito e sul quale si sta focalizzando l'attenzione delle politiche sanitarie del nostro Paese.

    Si tratta di un modello organizzativo e gestionale finalizzato al binomio qualita'-risparmio che potrebbe dimostrarsi vincente anche per l'Italia.

    Ne e' convinto il ministro della Salute Girolamo Sirchia e della stessa opinione sono anche molti esperti del settore, che oggi hanno discusso di questo nuovo approccio al mondo della Sanita' in occasione del convegno 'Clinical governance' organizzato dall'Universita' Luiss-Guido Carli.

    Ma di cosa si tratta piu' esattamente? Un'espressione inglese, ha spiegato Sirchia, per indicare ''un sistema di gestione che mira a migliorare continuamente l'efficienza e la qualita'; un sistema a responsabilita' dei medici, infatti si definisce Clinical governance proprio per questo motivo''. Un approccio, ha aggiunto il ministro, che ''da' al medico spazi che oggi non ha, spazi di decisione e anche di responsabilita' inerenti con la finalita' di migliorare appunto sia l'efficienza, quindi l'aspetto economico, sia la qualita', cioe' l'aspetto medico''.

    Un dato fondamentale: ''Bisogna infatti ridare al medico - ha affermato il ministro - un ruolo centrale nella Sanita' e negli ospedali, contro il rischio di un'impiegatizzazione della professione''. Un modello gestionale per costruire il quale Stato e Regioni lavoreranno insieme: ''E' uno degli obiettivi condivisi - ha detto Sirchia - e presto partira' il lavoro dei tavoli tecnici e lavoreremo insieme per definire meglio gli obiettivi, i modi e i finanziamenti di questo progetto''.

    La Clinical governance, ovvero il Governo clinico, per ottenere dunque servizi sanitari piu' appropriati e senza sprechi: e' con questo obiettivo che il modello della gestione medica delle strutture sanitarie si e' sviluppato in Inghilterra. Nata nel 1997 come prospettiva centrale del programma di rilancio del sistema sanitario con l'avvento del governo Blair, la Clinical governance viene indicata come la soluzione utile per rimarginare la lacerazione fra l'organizzazione tecnico-organizzativa e quella dei processi clinici. In sostanza, hanno sottolineato oggi gli esperti di politica sanitaria, l'obiettivo e' quello di massimizzare la qualita' delle cure evitando gli sprechi: dai ricoveri inutili ad un eccesso di prescrizioni di farmaci.

    Una sfida che i sistemi sanitari avanzati hanno deciso di accogliere. Fondamentale, ha sottolineato il direttore della scuola di management Luiss-Guido Carli Franco Fontana, e' ''rafforzare il concetto di appropriatezza delle prestazioni: una prestazione e' cioe' appropriata non solo se da' un'eccellente risposta terapeutica, ma anche se ferma restando la risposta qualitativa si sceglie la soluzione piu' economica possibile. Dunque - ha proseguito - bisogna riportare il concetto di appropriatezza laddove si fanno le cure, poiche' i primi a generare costi ma anche i primi a poter generare risparmi sono appunti i medici''. Il fine e' quindi quello di ''preservare la qualita' delle prestazioni scegliendo, a parita' di risultati, il costo minore.

    Cio' innesca un processo virtuoso - ha rilevato l'esperto - dal momento che se le risorse non vengono sprecate possono essere utilizzate appunto per aumentare la qualita' dei servizi stessi''. Un'idea sulla quale gli esperti concordano, ma che potrebbe essere oscurato dai rischi del federalismo. A sostenerlo e' il direttore del Centro Nazionale di Epidemiologia e promozione della salute dell'Istituto Superiore di Sanita', Donato Greco: ''Il federalismo potrebbe remare contro tale modello - ha osservato - ed e' un rischio perche' frammenta le capacita' culturali.

    In Gran Bretagna infatti, dove la Clinical governance e' stata applicata - avverte - e' in atto un processo di centralizzazione''. Ma che l'integrazione tra l'approccio manageriale e la qualita' dei servizi sia possibile lo ha dimostrato, dati alla mano, Danielle Freedman, Direttore medico del Luton e Dunstable Hospital NHS (Gb): ''Con questo modello la qualita' delle prestazioni sanitarie nel Paese e' migliorata - ha affermato - tanto che la soddisfazione dei pazienti e' cresciuta del 29%, il rapporto medici-manager e' migliorato per il 75% degli interlocutori e si registra un miglior uso delle risorse per il 39%''. Insomma, concludono gli esperti italiani e stranieri, e' un modello su cui puntare, forse ''l'ancora di salvezza'' dei moderni Servizi sanitari nazionali.

     

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