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    In arrivo nuove regole per l'intramoenia Print E-mail
    18 apr 2007

    In arrivo nuove regole per consentire ai medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale di esercitare la libera professione, anche se Asl e ospedali non hanno ancora allestito spazi ad hoc come previsto dalla legge. Non ci saranno quindi proroghe per la cosiddetta intramoenia allargata, che consente oggi ai camici bianchi di visitare i pazienti anche nei loro studi privati.

    Prima della scadenza dell'ultima proroga, il 31 luglio prossimo, il ministero della Salute presenterà, infatti, un decreto, entro maggio, con l'obiettivo di 'governare' la libera professione dei medici dipendenti, sulla base di norme di trasparenza: gli spazi dovranno essere individuati dalle aziende, non necessariamente all'interno delle strutture, ma l'attività' sarà più controllata. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Salute Serafino Zucchelli, nel corso del convegno 'La libera professione dei medici tra libertà e diritto', organizzato ieri a Roma da Forza Italia.

    "Il governo - ha detto Zucchelli - non farà una banale proroga per risolvere il problema dell'intramoenia allargata. Non abbiamo intenzione di lasciare tutto così com'e' anche perché attualmente non tutto avviene nel rispetto delle regole: non c'e' abbastanza trasparenza, negli studi professionali privati non vengono valutati i volumi delle prestazioni (la legge prevede che siano inferiori a quelli prestati nel pubblico), il rispetto delle norme fiscali non sempre e' trasparente, i prezzi non sono mai stati concordati".

    Zucchelli ha precisato che il ministro della Salute Livia Turco considera la libera professione un diritto del medico e un'opportunità' per il sistema sanitario. "Crediamo che l'uovo di colombo sia - ha spiegato Zucchelli - non tanto quello di mantenere la libera professione all'interno dell'azienda, quanto la gestione del fenomeno da parte della struttura pubblica". I luoghi dove esercitare la libera professione, dice Zucchelli, potranno essere "acquistati, affittati, convenzionati. Poco importa. Ciò che e' davvero importante, invece e' la gestione diretta. E' fondamentale che il pubblico offra le prestazioni, che percepisca il denaro e che garantisca l'eticità' del fenomeno. Se queste regole sono rispettate la libera professione e' davvero qualcosa di estremamente vantaggioso anche per il sistema".  

    Per garantire il diritto dei medici alla libera professione e quello dei cittadini di scegliere il proprio medico, l'amministrazione pubblica, ha ammesso Zucchelli, non ha fatto molto. Dunque l'indirizzo del ministero della Salute dopo il 31 luglio (data di scadenza dell'ultima proroga dell'intramoenia allargata) sarà quello di obbligare le amministrazioni - almeno quelle che non hanno mai provveduto - a garantire ai camici bianchi spazi adeguati. "Sappiamo, però - ha precisato - che le aziende non potranno mettersi in carreggiata dal primo agosto, quindi dobbiamo prevedere un tempo consono perché possano recepire le nuove norme".

    La regolamentazione per decreto, inoltre, è necessaria per i tempi stretti. "Faremo l'impossibile - ha detto il sottosegretario - per presentare il decreto entro maggio, in modo che, con i due mesi necessari per la conversione, si possa arrivare a regole certe al 31 luglio" . Zucchelli riconosce che fino a oggi l'impegno delle aziende e delle Regioni su questo argomento è stato molto limitato. "Solo pochi - ha detto - hanno attinto ai fondi, ex articolo 20, destinati all'allestimento di spazi ad hoc nelle strutture. Ben 350/400 milioni di euro sono rimasti quasi intonsi".

    E sono state pochissime Regioni e Asl a rispondere all'invito del ministro Turco che aveva chiesto entro gennaio 2007 progetti ad hoc alle prime ed entro febbraio alle aziende. "Solo cinque Regioni hanno risposto, senza per altro offrire veri progetti - ha riferito Zucchelli - ed è stata del tutto elusa la scadenza di febbraio".

     

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